ALPAGO: un ventaglio che subito appassiona sia per chi, dalla Sella di Fadalto poco oltre Vittorio Veneto, entra in provincia di Belluno dalla sua estremità sud orientale, sia per tutti quelli che scelgono la veloce, audace e panoramica autostrada che da Venezia sale in terra dolomitica Un lago, quello di Santa Croce, a specchiare il degradare di prati e boschi verso le sue sponde e con i rossi tetti delle case di tanti paesi e borgate a colorare vieppiù una tranquillità d'ambiente che si nota e si vive d'acchito. Farra, Puos,Pieve, Chies e Tambre i Comuni e tanto per conoscere qualche toponimo.

Lo sguardo in alto! Civettuole, nel rimirarsi nelle acque, le cime dei monti: il Dolada, il Col Nudo, il classico Teverone, il gruppo del Monte Cavallo; Oltre, il Cansiglio con il suo bosco. E' una corona di Re. C'è attesa nell'andare e per ciò che questa terra riserva, conserva e propone con semplicità e generosità. Si va incontro alla storia dei Paleoveneti e dei Romani, dei Longobardi e dei Franchi, del dominio della Serenissima. E' storia di popoli che si scopre in ciò che si è ritrovato a Plois, a Quers, a Curago, in Cansiglio, attorno alla Chiesa di S.Vigilio a Farra. "Lapacum" o Alpago "Lapacinus" o lago di Santa Croce. Già il lago, il raccordo preciso, il "motore" di un clima unico. E' facile raggiungerlo da Farra e da Poiatte o da Santa Croce. E' facile distendersi sulle sue spiagge ed in prossimità di attrezzati camping. E' facile scivolare sullo specchio d'acqua con il surf o con una barca. Magia del lago in superficie, magia sott'acqua grazie ad una fauna ittica pregiata. Se c'è fortuna, ecco il "sampierol" che è pesce unico che vive solo qui. Pesce significa pure arte culinaria, peccati di gola, che in Alpago si deve concedersi. Dalle raffinatezze della cucina internazionale, alle tradizioni locali mantenute tali e pure "limate" sapientemente con i gusti moderni. Da annotare sul taccuino di viaggio: le "s'ciosele" ( o lumache) da sposare con la polenta di farina gialla. Che già accompagna da vera padrona, i formaggi, (anche fritti), le salsicce, i salami, la cacciagione. Come non ricordare le minestre di fagioli, il riso con i funghi o con le erbe, gli gnocchi di zucca bagnati con il "giallo" burro fuso? Gusti sinceri, preziosità e genuinità che ritrovi nelle malghe, nelle cooperative, nei centri caseari, nelle linde strutture ricettive, nelle aziende agrituristiche.

Ma c'è preziosità soprattutto quando si avvicina la natura. Piace farlo a cavallo, in bicicletta, a piedi. Sono passeggiate per tutti i gusti e possibilità fisiche ed anche per quelle persone, i disabili, che qui possono trovare precise e sicure situazioni escursionistiche: da Farra a Palughetto e Mezzomiglio, lungo i sentieri naturalistici in Cansiglio, attorno al lago. Escursioni verso le cime del Monte Cavallo con base il rifugio Semenza, del Dolada con il rifugio intitolato a Dolomieu, del Teverone, del Col Mat che è inizio dell' Alta Via n. 7; e ancora l'Alta Via n.6 quella dei "Silenzi", escursioni lungo la splendida Val Salatis, solco solitario tra Col Nudo e Cavallo. Da Spert a Casera Palantina.

La possibilità di pratica sportiva è solo imbarazzo di scelta. Intanto il golf con il campo a 18 buche del Cansiglio, il fondo e lo sci ancora in Cansiglio e poi a Tambre e Col Indes, lo sci alpinistico ed escursionistico andando ad incontrare la confinante terra friulana. Il volo libero. Che qui è tradizione: nella scuola di deltaplano e parapendio, nell'organizzazione di manifestazioni nazionali ed internazionali. Specialmente nella generosità di quelle correnti calde ascensionali che lambiscono le cime dei monti e che ti portano in alto, sempre più a bearsi di panorami unici e aria frizzante. Questa unicità la merita di certo il Cansiglio e la sua foresta. E' il più importante complesso boschivo delle Prealpi veneto-friulane; la seconda foresta in Italia, un polmone verde ricco di riserve naturali e faunistiche, di amplissimi pascoli. E' l'antico "bosco da reme" della Repubblica Serenissima, un prezioso rifugio naturalistico che l'uomo ha cercato e saputo mantenere. Qui è terra dei Cimbri, dei valenti boscaioli ed artisti del legno che hanno costruito caratteristici villaggi che sono un bene di tutti, un notevole patrimonio storico e culturale. Non a caso, a Pian Osteria, è stato creato il Centro di Etnografia cimbra, in Pian Cansiglio il Museo Ecologico G.Zanardo, il Museo di Storia naturale a Chies. E l'arte? È da ammirare nelle tante chiese e chiesette sparse ogni dove nella conca e che raccolgono il grande senso religioso di queste genti. Pieve e la sua parrocchiale, il Cristo a Plois, attribuito al "Michelangelo del legno" Andrea Brustolon , l'antica chiesa di San Vigilio a Farra con il pregevole altare in legno del '600, la chiesa di Chies, le due tele nella chiesetta di Irrighe, la chiesa di Santa Croce con gli affreschi a motivi bizantini, il crocefisso e le statue nella parrocchiale di Farra, l'organo ed il campanile di Pieve, il Santuario della Beata Vergine del Runal.

E che dire, ancora, delle case a gradoni, - probabilmente celtiche - in comune di Chies e a Borsoi? E nella modernità delle cose, come non raccontare della "casa del libro" che si incontra lungo la strada dei Piai salendo verso S.Anna? E' una costruzione tutta in legno con tetto, finestre e porte tutte a forma di libro che è divenuta davvero in questi ultimi tempi meta simpaticissima di visita e dimostra l'ingegno della gente alpagota.

Già, La gente d'Alpago, che ama la propria terra e così come l'hanno amata tanti personaggi del passato che hanno creato la storia di questi luoghi. Bartolomeo Zanon chimico, studioso di farmacologia e mineralogia, Antonio Sandi, incisore, Erminio Barettini poeta dialettale come Mosè Prian, Paolo e Placido Fabris valentissimi pittori. E poi i musicisti come Sisti Basilio che ha lasciato diverse partiture musicali per i balli da festa popolari del nord-est. Alpago è terra musicale in una tradizione di complessi bandistici che ha pochi eguali. Musica che tutti possono ascoltare, musica gentile che rende quest'ambiente un tutt'uno proprio sincero. Questo è l'ALPAGO e in questo scenario si svolge la 18^ Transcavallo, anche questa è tradizione.

Gara di sci alpinismo a coppie con utilizzo di attrezzatura classica, valida per il circuito di COPPA ITALIA. Manifestazione che si svolgerà il giorno 21 GENNAIO 2001 con le seguenti:

CARATTERISTICHE TECNICHE: il percorso della 18^ TRANSCAVALLO comprende tre salite e tre discese, ed è quasi interamente visibile dalla zona di partenza e arrivo, su una distanza complessiva di 18.400 metri con un dislivello di 2135 metri, da effettuare con le pelli circa 8.500 metri e si svolgerà sul seguente percorso: partenza Col Indes (m 1160) e salita attraverso la Palantina, Val dei Sas fino a Forcella Alta (m.1875) discesa fino a Pian Grant (m.1305) salita verso Cima Vacche (m.2030) discesa nella Val de Cadin (m.1495) salita fino al Monte Guslon (m.2.190) ed infine discesa fino all'arrivo di Col Indes. Il percorso parte dal Veneto passa in Friuli Venezia Giulia per poi ritornare in Veneto.